UCRAINA
19 agosto 2014

UCRAINA

L’Italia ha esportato frutta e verdura in Russia per un valore complessivo di 72 milioni di euro nell’ultimo anno che sono stati bloccati a causa della decisione della Russia di impedire le importazioni agricole dai paesi che hanno adottato sanzioni contro Mosca in risposta al conflitto in Ucraina. E’ quanto affermano la Coldiretti ciociara e pontina nel commentare l’atteso annuncio delle misure varate dalla Commissione Ue per stabilizzare il mercato di frutta e verdura dopo la mobilitazione a sostegno del settore colpito dal blocco delle importazioni ma anche da un andamento climatico anomalo che ha provocato il crollo del mercato in Italia che è il principale produttore di ortofrutta dell’Unione Europea.  L’efficacia dipenderà – sottolinea Saverio Viola , direttore delle sedi provinciali di Frosinone e Latina di Coldiretti , che segue da vicino l’evolversi della vicenda considerato gli importanti numeri che il comparto registra, soprattutto in provincia di Latina – dalla tempestività e dalle modalità operative con cui sarà condotto l’intervento che riguarda prodotti freschi di stagione non stoccabili e senza mercati di vendita alternativi immediatamente disponibili come pomodori, carote, cavolo bianco, peperoni, cavolfiori, cetrioli e cetriolini, funghi, mele, pere, frutti rossi (fragole, lamponi, ribes, mirtilli, more, uva spina), uva da tavola e kiwi.  Per le misure d'emergenza in vigore dal 18 agosto sono a disposizione fino a 125 milioni di euro in tutta l’Unione sino a novembre e prevedono – precisa il direttore della  Saverio Viola - ritiri dal mercato per la distribuzione gratuita e compensazioni per la non-raccolta e la raccolta anticipata con l'assistenza finanziaria per tutti i produttori, inclusi  quelli che non fanno parte di organizzazioni di produttori. Dall’intervento - sottolinea Viola - restano quindi esclusi i prodotti diversi dall’ortofrutta ma comunque colpiti dal blocco come le carni di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare ed il latte, i latticini ed i formaggi tra i quali ci sono prodotti tipici Made in Italy dal grana padano al parmigiano reggiano fino al prosciutto di Parma fortemente danneggiati dall’embargo. Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani in Russia nonostante le tensioni sono aumentate dell’uno per cento nel primo quadrimestre del 2014 dopo che lo scorso anno – sottolinea ancora Viola  - avevano raggiunto la cifra record di 706 milioni di euro messi ora a rischio dall’annuncio di sanzioni. In particolare a rischio ci sono spedizioni di ortofrutta per un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni per 61 milioni di euro, latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro e importi molti piu’ limitati per il pesce che l’Italia spedisce in quantità molto limitate in Russia. Se i danni diretti per il Made in Italy agroalimentare sono stimabili dalla Coldiretti attorno ai duecento milioni di euro pesanti sono anche quelli indiretti con l’Italia che potrebbe diventare mercato di sbocco di quei prodotti comunitari ed extracomunitari ora rifiutati dalla Russia che rischiano di essere spacciati come Made in Italy perché - continua Viola - non è sempre obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. “Ora siamo di fronte ad una preoccupante escalation dello scontro con una guerra commerciale che conferma la strategicita’ del cibo soprattutto nei periodi di recessione economica”, ha concluso il direttore di Coldiretti Frosinone e Latina Viola sottolineando  che “la Russia colpisce l’agroalimentare perchè sanno che è un elemento di crescita per l’Unione Europea in un momento di stagnazione”. 
 

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