29 settembre 2010

NOCCIOLE

 Coldiretti: dall’incontro UE-Turchia nulla di nuovo per le nocciole

Si è svolto il 28 settembre l’incontro annuale tra Unione Europea e Turchia, incontro che qualcuno ha voluto ospitare in Italia e che ha cercato di vendere come una novità, forse perché, in precedenza, non partecipava. L’incontro è tradizionalmente un momento di confronto tra le delegazioni dell’UE e della Turchia, sicuramente interessante, per quanto riguarda l’analisi dell’approccio turco alle problematiche corilicole, ma inutile per quanto concerne la possibilità di trovare punti condivisibili in materia di strategie commerciali.
A nostro parere qualcuno ha equivocato il contesto. Noi crediamo che l’ambiente più idoneo per questo tipo di incontri sia Bruxelles, con la fredda razionalità delle sue sale. I palazzi storici, le cene di gala, le visite guidate, forse sarebbe meglio destinarle ai buyer dell’ industria o della distribuzione, soggetti insomma che comprano, non al più grande produttore mondiale di nocciole.
In ogni caso, anche quando fosse il caso di lasciarsi andare all’ospitalità ed alla galanteria, forse sarebbe meglio cercare di presentare meglio le cose, vista la magra figura fatta con l’illustrazione delle DOP/IGP corilicole italiane, dove invece gli spagnoli, con una presentazione supportata da diapositive, semplice, ma efficace, hanno saputo rappresentare bene il loro sistema. Oltretutto si è trascurato il prodotto del territorio ospitante, la “Nocciola Romana DOP”. Ma, ripetiamo, non era in ogni caso il contesto adatto per fare promozione.
Relativamente all’incontro, vediamo cosa è emerso.
Al di là delle previsioni produttive, che lasciano il tempo che trovano, visto che i dati sono poco attendibili (i dati presentati dai turchi sarebbero in difetto per almeno 50-100.000 tonnellate), è emersa la difficoltà turca nell’attuare la politica di espianti delle superfici considerate non vocate e che dovrebbero essere destinate ad altre produzioni. Tali superfici, che dovrebbero avere una estensione di circa 200-240.000 ettari, sul totale di 670.000 ha coltivati, si sono ridotte, nel corso della 1° campagna di espianto di solo 354 ettari (327 produttori!), segnando un risultato che Coldiretti, intervenendo all’incontro, ha commentato come deludente.
E’ poi emersa la contrazione dei consumi europei di nocciole, anche se prospettive positive si potrebbero aprire sui mercati orientali, Cina e India, in primis e la delegazione turca ha chiesto di attivare sinergie con gli operatori dell’UE per promuovere i consumi di nocciole nel mondo, dimenticando di essere loro quelli che producono eccedenze, non essendo la produzione italiana, la più rilevante a livello UE, neppure sufficiente a coprire i consumi nazionali e le esigenze dell’industria in termini di export.
Coldiretti ha rimarcato l’occasione persa dall’UE con il “Fruit school scheme”, ossia con il programma comunitario di promozione dei consumi di ortofrutta nelle scuole richiedendo che venga rivista la norma, con l’inserimento nei programmi promozionali anche della frutta in guscio.
La discussione si è poi spostata sul tema controlli e aflatossine e la commissione Ue ha rimarcato che dopo l’innalzamento dei limiti vi è stato un miglioramento della sanità delle nocciole turche importate in Europa. (non poteva essere diversamente avendo innalzato la soglia è stato come spalancare una nuova porta). La delegazione turca, non ancora soddisfatta, si è profusa  in una serie di richieste in merito ai controlli tra cui un ulteriore innalzamento del livello di residui di aflatossine previsto dall’UE, con particolare riferimento all’aflatossina B1, non prevista dal Codex Alimentarius, la richiesta di abbassare la percentuale dei controlli dal 10 al 5%, e una riduzione dei tempi di sosta in dogana per le verifiche. Sul tema è intervenuta la sola Coldiretti che ha rimarcato la sua contrarietà alla decisione di innalzare i limiti per le aflatossine presa dall’UE, considerato che queste sostanze sono cancerogene e genotossiche.
I turchi hanno quindi presentato i loro schemi di difesa antiparassitaria, improntati su oltre 20 principi attivi vietati da anni nell’UE, provocando le proteste delle delegazioni italiana e spagnola.
In conclusione, è importante partecipare e Coldiretti lo ha sempre fatto di diritto, senza bisogno di invito in quanto membro del Copa Cogeca, da protagonista e non come semplice comparsa e continuerà a farlo, senza bisogno di sperperare soldi pubblici o dei produttori per ospitare non clienti, ma concorrenti: questi incontri devono essere più spartani e con meno fronzoli, anche per rispetto a chi produce. I turchi vanno per la loro strada, senza farsi condizionare dal fatto di essere un paese candidato ad entrare nell’UE e, da questo punto di vista, crediamo che sia deludente l’atteggiamento comunitario che dovrebbe richiedere un maggiore impegno nell’armonizzare la loro normativa fitosanitaria alla nostra e strumenti di mercato (aiuti ed espianti) non distorsivi della concorrenza.

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