MALTEMPO: DANNI E PREOCCUPAZIONE IN CIOCIARIA
22 novembre 2010

MALTEMPO: DANNI E PREOCCUPAZIONE IN CIOCIARIA

La fotografia del maltempo in Ciociaria presenta esondazioni con campi allagati, semine perdute, coltivazioni andate in fumo, danni agli allevamenti e serre quasi distrutte con perdite stimate in diverse centinaia di migliaia di euro. “E’ quanto emerge da un primo bilancio  sugli effetti del maltempo che ha colpito un po’ tutto il territorio città e campagne della provincia di Frosinone – spiega il direttore provinciale della Coldiretti di Frosinone, Gianni Lisi – dove, insieme ai disagi per la viabilità, si registrano anche i problemi all’agricoltura con campi allagati,  allevamenti in grosse difficoltà in molte zone rurali e non della Ciociaria, intere coltivazioni di olive ed ortaggi compromesse, serre e coltivazioni coperte di acqua”. Il monitoraggio degli uffici Coldiretti mette in evidenza, soprattutto, il danno alle olive. Infatti in quelle aree dove la raccolta era stata ritardata i danni sono incalcolabili. Fortunatamente nelle zone più a rischio nella parte nord della Ciociaria e nei piccoli centri di montagna del sud e della Valle di Comino, gli agricoltori sono intervenuti prontamente mettendo in salvo bovini e maiali, ma niente si è potuto fare per i terreni. Le forti precipitazioni hanno allagato i campi di ortaggi. “Molto - aggiunge il direttore della Coldiretti di Frosinone, Gianni Lisi - dipenderà dall’evoluzione del tempo che potrebbe aggravare una situazione già precaria prima di procedere alla delimitazione dei territorio per la dichiarazione dello stato di calamità. Con il maltempo si ripropone il rischio maggiore, che, anche per il nostro territorio, è quello delle frane. “Torniamo a sottolineare che, per quanto riguarda l'elevato rischio idrogeologico, la Ciociaria – sottolinea Lisi - non è totalmente estranea. In questi ultimi anni l'erosione di terre fertili è imputabile alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all'abbandono delle zone marginali. Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione, spesso incontrollata, non e' stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque. Per questo è necessario intervenire per invertire una tendenza che  mette a rischio la sicurezza idrogeologica di molte zone del nostro territorio. Per i comuni – ha di nuovo detto Lisi – diamo la nostra disponibilità per verificare i danni nel singoli territori e fornire indicazioni utili circa le eventuali richieste dello stato di calamità”. Se l’intensificarsi del fenomeno allarma le aree già colpite dalle alluvioni, in campagna - precisa Lisi - è forte anche la preoccupazione perchè nei campi bagnati non si riesce a seminare nei tempi utili per le coltivazioni mentre si segnalano situazioni di sofferenza dove si è già seminato. A rischio c’è sopratutto - precisa la Coldiretti - la semina del grano, ma difficoltà si registrano anche per l’utilizzazione agronomica dei reflui nei terreni nelle zone di allevamento. L’autunno 2010 è stato segnato da pioggia continua e intensa che rischia di modificare gli orientamenti colturali in molte aree ciociare”.

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