Maltempo
2 novembre 2010

Maltempo

“Le piogge che hanno colpito la Ciociaria nelle ultime ore hanno provocato moltissimi danni anche in campagna. Purtroppo, infatti, dai nostri uffici zona, presenti su tutto il territorio, sono giunte segnalazioni di gravi disagi e di danni ingenti quantificabili in diverse centinaia di migliaia di euro”. A parlare è il direttore Coldiretti di Frosinone, Gianni Lisi che ha analizzato i dati relativi al primo monitoraggio effettuato dalla organizzazione sugli effetti del maltempo che ha interessato molte zone della Ciociaria dove la pioggia forte ed insistente, insieme al vento, ha colpito i terreni e le strutture agricole come serre e magazzini. Peraltro le diffuse manifestazioni temporalesche questa volta sono state davvero molto intense come si evince dai primi dati censiti. E’ bene ricordare sottolineano dalla Coldiretti che occorre che i sindaci, così come previsto dalle normative vigenti, verifichino se sussistono i requisiti minimi per richiedere alla Regione di attivare l’iter per la calamità naturale. “Come d’abitudine – ha aggiunto Lisi-  la nostra organizzazione è a disposizione per quanto nelle proprie possibilità a collaborare nell’eventuale censimento delle zone più colpite tramite i propri uffici zona”. Con il maltempo si ripropone il rischio maggiore, che, anche per il nostro territorio, è quello delle frane. “All'elevato rischio idrogeologico la Ciociaria – sottolinea Lisi - non è totalmente estranea. In questi ultimi anni l'erosione di terre fertili è imputabile alla sottrazione per usi industriali, residenziali, civili ed infrastrutturali, oltre che all'abbandono delle zone marginali. Il progressivo abbandono del territorio e il rapido processo di urbanizzazione, spesso incontrollata, non e' stato accompagnato da un adeguamento della rete di scolo delle acque. Per questo è necessario intervenire per invertire una tendenza che  mette a rischio la sicurezza idrogeologica di molte zone del nostro territorio. Una situazione aggravata dai cambiamenti climatici in atto che - conclude Lisi - si manifestano con una maggiore frequenza con cui si verificano eventi estremi, sfasamenti stagionali, maggior numero di giorni consecutivi con temperature estive elevate, aumento delle temperature estive e una modificazione della distribuzione delle piogge”. 
 

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