MALATTIE PROFESSIONALI IN AGRICOLTURA
21 novembre 2015

MALATTIE PROFESSIONALI IN AGRICOLTURA

 Le denunce di malattie professionali in agricoltura sono state nel 2014 9.500, con un aumento del 141% rispetto all'anno precedente e non perché siano peggiorate le condizioni di lavoro, ma perché è aumentata la consapevolezza del diritto al risarcimento della salute danneggiata dal lavoro. Il dato è emerso durante il convegno promosso a Frosinone da Epaca, patronato della Coldiretti, sui rischi e le malattie professionali in agricoltura. Ad aprire i lavori è stata la responsabile provinciale Marilena Tombolillo. Nel 2014 gli addetti impiegati nel settore agricolo in Italia sono stati 812.000, con un aumento rispetto all'anno precedente dell'1,6%. "Nel settore - ha spiegato il docente universitario di medicina del lavoro Andrea Magrini - c'è stata una scarsa penetrazione della sicurezza, accompagnata da una atavica ritrosia alla denuncia delle malattie contratte per cause di lavoro". Il quadro attuale, però, indica una netta inversione di tendenza. "L'aumento del numero delle denunce - ha detto Patrizio Rossi, medico legale Inail - ci aiuta a sviluppare politiche di prevenzione più mirate e dunque più efficaci". Proprio sul potenziamento della prevenzione, che per essere incisiva necessita di una casistica aggiornata e puntuale sulle varie tipologie di malattie e infortuni che si registrano nei diversi comparti della produzione agricola, puntano sia la Asl di Frosinone, rappresentata al convegno da Giancarlo Pizzutelli, sia i medici del lavoro come Angelo Sacco, che ha proposto l'adozione di un sistema di prevenzione integrato territoriale. Il delicato punto relativo al nesso di causalità è stato affrontato dal medico legale Tarcisio D'Alessandris. A chiudere il convegno, moderato dal direttore della Coldiretti, Giuseppe Campione, è stato Enrico Vallini, della direzione generale di Epaca. "Il ruolo del patronato è fondamentale per l'istruttoria di pratiche sempre più complete e puntuali per il riconoscimento delle malattie professionali e noi - ha concluso Vallini - siamo pronti a sviluppare ulteriormente, nell'interesse dei nostri assistiti, la già proficua collaborazione bilaterale avviata con Inail".

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