Giornata del Ringraziamento
20 novembre 2011

Giornata del Ringraziamento

Il 20 novembre si celebra la "Giornata del Ringraziamento ad Acquapendente

La Coldiretti in collaborazione con il Comune di Acquapendente festeggerà domenica 20 novembre, la “Giornata del Ringraziamento”. Il programma prevede alle ore 10, presso piazza del Duomo, il raduno dei mezzi agricoli a cui farà seguito alle ore 11,00 nella Concattedrale del Santo Sepolcro la santa Messa officiata dal Parroco Don Enrico Castauro al cui termine è prevista la benedizione dei mezzi agricoli e dei cavalli. In vista dell’appuntamento è giunta, agli organizzatori aquesiani, nella prima mattinata di venerdì, un messaggio da parte della Conferenza Episcopale Italiana dal titolo “Solo con Dio c’è futuro nelle campagne”. Ancora una volta - si sottolinea nel messaggio - ci è concesso di elevare a Dio, Padre provvidente, un inno vivissimo di lode per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo, celebrando l’annuale Giornata del Ringraziamento. Ringraziare è sempre un gesto alto e bello, che nobilita chi lo compie. Per noi è un atto doveroso, soprattutto al termine di un anno agricolo segnato dalle conseguenze di una grave crisi economica e finanziaria, ma anche gravido di quella speranza che sgorga dal primato che riconosciamo a Dio solo. Per questo, abbiamo scelto come titolo di questa giornata un’espressione evocativa, che ci rimanda al dialogo serrato che il Papa Benedetto XVI° ha sviluppato nel suo recente viaggio in Germania: Solo con Dio c’è un futuro, anche nelle nostre campagne. Solo con Dio, infatti, c’è il gusto del lavoro. Solo con Lui il sudore della fronte è asciugato da mani solidali. Dio entra così nelle nostre fatiche, si fa compagno di strada di ogni Nostro passo, verso mete di luminosa speranza. Nelle Vostre terre, in ogni angolo, ne sono segno perenne alcune pievi di campagna: sono chiese semplici, belle, a misura d’uomo. Per secoli sono state compagne di viaggio nelle mille vicende, segnate dalla fatica e dalla speranza, del Vostro vivere sociale. Queste pievi, testimoniano che Dio è lo sposo fedele delle Vostre terre. Ci dicono con eloquenza, che Voi appartenete a Lui, che con Dio potete davvero aspirare ad un futuro di benessere e forza. Visto che seppur oramai ex catechesi di bellezza, Vi ricordano che dovete sempre mettere Dio al primo posto, perché solo allora ogni altra realtà sarà al suo giusto posto”. Al termine della manifestazione alle ore 13, presso l’Agriturismo Podernuovo, il tradizionale pranzo aperto a tutti i cittadini. Nei giorni scorsi sempre ad Acquapendente presso la scuola dell’infanzia “Rosa Venturini” per iniziativa dell’assessore alla cultura Prof.ssa  Anna Belardi e con l’aiuto della Maestra Gabriella Guazzarotti e delle collaboratrici scolastiche ha preso via una nuova iniziativa. All’appuntamento quotidiano con il break della collazione gli alunni hanno trovato una piacevole sorpresa, sono sparite tutte le merendine la cui la pubblicità li assilla ogni giorno per ritornare alle sane merende della mamma: Pane e Olio, Pane e Marmellata, Pane e Miele accompagnati da frutta di stagione, il tutto rigorosamente  a km zero cioè prodotte sul territorio da produttori di Campagna Amica:  Luca Ingegneri con l’azienda "La cisterna del Marchionato" di Vetralla ha fornito confetture di albicocche, ciliegie, fichi, more, e di sambuco una vera particolarità del nostro territorio, Giorgio Banella ha fornito miele di millefiori, acacia, prodotto dagli alveari collocati nelle campagne di Acquapendente, ed infine il Consorzio Agrario di Viterbo ha fornito l’olio extravergine di oliva prodotto e imbottigliato  dai propri soci. Ciò ha permesso alle collaboratrici scolastiche ad avvicinare i ragazzi alla scoperta di nuovi sapori dei quali non conoscevano l’esistenza a causa di una cultura del consumo alimentare che tende a uniformare ed omologare, ed è stato importante, perché di pari passo gli alunni hanno potuto conoscere tutte le fasi della produzione e della trasformazione dei prodotti agricoli. Questa piccola goccia nel mare fa ben sperare in un cambiamento di comportamenti  verso la riscoperta dei prodotti del territorio che poi appartengono al nostro modo di essere dei quali troppo spesso se ne è trascurata l’esistenza pensando che la modernità, e la velocità, fosse il modo migliore di consumare gli alimenti.

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