ECONOMICO
2 luglio 2014

ECONOMICO

 

Castagne, boom delle importazioni, e sulle farine… non ci sono i dati
 
La grave situazione determinata nelle ultime annate dall’infestazione di cinipide e dall’andamento climatico sfavorevole nei castagneti italiani ha portato ad una forte riduzione della produzione, oscillante in molti territori tra un -50 per cento ed un -90 per cento, ed al “boom” delle importazioni di castagne che spesso, magicamente, diventano italiane. La produzione media di castagne annualmente realizzata in Italia tra il 1999 ed il 2007 era pari a 53,7 milioni di chilogrammi; stime attendibili la danno ridotta ad un terzo negli ultimi anni, mentre le importazioni nello scorso anno sono quasi raddoppiate rispetto al 2012, più che triplicate rispetto al 2011, addirittura quintuplicate rispetto al 2010; le castagne importate provengono principalmente dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia, dalla Slovenia. Non sono noti, invece, i dati relativi alle importazioni di farina di castagne, perché non esiste un codice doganale specifico, ma solo un codice relativo alla farina ottenuta da frutti di diverse tipologie. "Il castagno - afferma Gabriel Battistelli, direttore della Coldiretti di Rieti - riveste una rilevanza economica e sociale notevole nelle aree collinari e montane della nostra provincia, non solo per la produzione di frutti e legno, ma anche per il presidio del territorio e per la salvaguardia dell’assetto ambientale e idrogeologico, oltre a rappresentare la memoria fisica di un tempo in cui non ci si poteva permettere il pane. La bellezza dei boschi, - prosegue Battistelli - con castagni spesso centenari, rende fruibili tali luoghi anche per scopi turistici e di svago, determinando un ulteriore indotto economico. L’habitat del bosco di castagno risulta poi fondamentale per la selvaggina, per la produzione del caratteristico miele e per la raccolta dei funghi e dei piccoli frutti. Per queste motivazioni, conclude il direttore, è necessario che le istituzioni, oltre a continuare le attività di lotta al cinipide, mettano in campo azioni determinanti per il rilancio del settore, tra cui sicuramente più controlli sull’origine delle castagne e dei derivati per evitare che diventino tutte, incredibilmente, castagne italiane. Serve inoltre un codice doganale specifico per la farina di castagne, in modo da poterne monitorare i flussi e l’obbligo di etichettatura di origine per i derivati a base di castagne".

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