COLDIRETTI ROMA: PER I TERRENI EX COMBATTENTI DALLA REGIONE ASSORDANTE SILENZIO; INTANTO GLI IMPRENDITORI RISCHIANO LA CHIUSURA DELLE AZIENDE.
22 ottobre 2012

COLDIRETTI ROMA: PER I TERRENI EX COMBATTENTI DALLA REGIONE ASSORDANTE SILENZIO; INTANTO GLI IMPRENDITORI RISCHIANO LA CHIUSURA DELLE AZIENDE.

Lo scorso 1 ottobre la Coldiretti di Roma ha inviato una richiesta presso la Regione Lazio, alla Direzione Regionale Organizzazione, Personale, Demanio e Patrimonio e al del Direttore Regionale Raffaele Marra. La richiesta, sottoscritta dal direttore della Coldiretti di Roma Aldo Mattia, riguarda la scadenza dei contratti di affitto dei terreni ex combattenti e ex Comunione delle Asl del Lazio.
“A distanza di oltre 20 giorni alla missiva – sottolinea il presidente di Coldiretti Roma, David Granieri - non c’è stato alcun cenno di riscontro. La nostra Organizzazione, sollecitata da diversi imprenditori associati interessati alla questione, nella comunicazione – spiega ancora Granieri – era tornata ad evidenziare all’Amministrazione Regionale, la difficilissima situazione nella quale si trovano, a causa  del mancato rinnovo  dei contratti di locazione, numerosissimi agricoltori che, a causa di tutto ciò, di fatto, non riescono a programmare gli investimenti necessari per rendere competitive le imprese e neppure possono, comunque, richiedere il carburante agricolo nella misura utile a lavorare detti terreni”. Di fronte a questa situazione che oramai perdura da troppo tempo, dimostrando le grandi difficoltà che esistono per concretizzare soluzioni definitive al problema quale un piano organico di valorizzazione e/o alienazione dei fondi rustici, Coldiretti aveva chiesto di approntare, con rapidità, soluzioni, anche momentanee, con le quali consentire alle imprese di superare la difficile situazione di stallo. Infatti – continua Granieri - a questo proposito ci eravamo permessi di suggerire la stipula di appositi  contratti di affitto in deroga, di durata superiore ad un anno al fine di avere un orizzonte temporale sufficientemente lungo”. Coldiretti Roma auspicava, nella lettera trasmessa oltre che per posta ordinaria anche via e-mail e fax, una sensibilità che, a tutt’oggi, purtroppo, non si è riscontrata. “L’unico obiettivo – chiosa Granieri – resta quello di avere risposte per gli imprenditori agricoli che, pur comprendendo bene la fase di stallo che esiste oggi in Regione, per cause certamente non attribuibili a loro, meritano riscontro anche negativo nel caso, ma soprattutto, un rispetto diverso”.

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