COLDIRETTI FROSINONE
9 novembre 2011

COLDIRETTI FROSINONE

di Paolo De Cesare*

Leggo sui quotidiani alcune dichiarazioni del Presidente di Confagricoltura Frosinone, Antonio Marino Russo, in merito al rinnovo dei Consigli dei Consorzi di Bonifica. A parte la personale simpatia verso il Presidente Russo, non condivido, però, nessuna delle argomentazioni che egli  si  sforza di sostenere, arrampicandosi palesemente sugli specchi.  Capisco il momento di grande difficoltà della sua organizzazione, ma ritengo che la verità debba comunque emergere con chiarezza, soprattutto per il rispetto dovuto a tutti i consorziati. Premetto che le polemiche sterili poco mi interessano e, pertanto, preferirei senz’altro discutere dei programmi e delle azioni concrete che i prossimi amministratori dei Consorzi di Bonifica dovranno realizzare per favorire lo sviluppo dei territori, la salvaguardia ambientale e la tutela dei consorziati. Oggi, però, a scanso di equivoci, mi trovo costretto a dover chiarire una volta per tutte la posizione della Coldiretti, auspicando, in questo modo, di poter porre un termine ad ogni ulteriore speculazione o incomprensione. Come Organizzazione, la Coldiretti ha sempre avuto, e continuerà ad avere, con buona pace di Confagricoltura, un rapporto di dialogo, confronto e sinergia con la politica e con quanti rappresentano le istituzioni a livello locale, provinciale e regionale, a prescindere dagli schieramenti politici di appartenenza. Questo rapporto si fonda sul rispetto reciproco e sulla separazione dei ruoli e delle competenze e non sulla sudditanza o sul consociativismo, come invece avviene, purtroppo, in altre organizzazioni di rappresentanza. In tal senso, l’unica politica che ci interessa è quella sindacale, volta alla tutela e allo sviluppo delle imprese agricole. Se poi  qualche nostro esponente è stato eletto in Consiglio Regionale, con i voti dei cittadini e non con le chiacchiere, ciò è sicuramente motivo di orgoglio e non di imbarazzo, né tantomeno ciò rappresenta una limitazione o un condizionamento alla nostra libertà di agire.  Al contrario di altri, noi non concordiamo con alcun politico nomi e strategie, ma li definiamo nelle nostre sedi, dove si dialoga e ci si confronta.
In relazione ai motivi del mancato accordo con Confagricoltura, ho definito “trappolone” il tentativo messo in atto dai vertici confagricoli durante le  lunghe ed estenuanti trattative condotte nel tentativo di trovare un’intesa unitaria, così come da me sempre auspicato. Infatti, la richiesta di Confagricoltura di mantenere lo status quo nei tre Consorzi di Bonifica nascondeva la vera intenzione di assicurarsi la presidenza del Consorzio di Anagni, tentando poi il colpaccio a Cassino sostenendo una lista spiccatamente politica ideata da una parlamentare, cugina dello stesso Russo. La richiesta di Coldiretti di avere la maggioranza dei consiglieri nei tre Consorzi è stata appunto la mossa per smascherare questi giochini maldestri.
Per quanto riguarda la presunta gestione scellerata del Consorzio di Cassino, non solo ciò non si evince dai bilanci dell’Ente, che mostrano invece un avanzo di gestione, ma inoltre ricordo che proprio il Presidente Russo fa parte del Comitato Esecutivo del Consorzio ininterrottamente dal lontano 1988, condividendone pienamente, nel bene e nel male, la gestione e le delibere adottate. Inoltre, al Consorzio di Sora la Confagricoltura ha espresso per anni il Vice Presidente, così come al Consorzio di Anagni i buoni risultati raggiunti non sono da ascrivere solo all’opera meritoria del Presidente, ma anche all’azione dell’intero Consiglio e dei dipendenti tutti. Mi sembra a dir poco inopportuno, quindi, che solo ora Russo sottolinei tali presunte problematiche di gestione così come, a proposito del presunto rischio di crack finanziario, ricordo che il direttore di Confagricoltura, in modo altrettanto inopportuno e personalistico, siede come revisore dei conti, ovviamente ben retribuito, nei Consorzi di Cassino, Sora ed Anagni, non avendo peraltro mai rilevato nulla di illegittimo nei bilanci di tali Enti. Stia tranquillo Russo su un fatto: Coldiretti non ha mai avuto e non ha bisogno di alcun aiuto da parte di Confagricoltura per qualsiasi tipo di problema. La nostra Organizzazione, e qui parlano  i numeri, oggi è la prima in Europa, in Italia, nel Lazio e in provincia di Frosinone: a livello di appeal sarebbe meglio che Russo rifacesse il trucco al suo sindacato, magari cercando pure di dare spiegazioni ai propri associati sui motivi di non ammissibilità della lista a Sora e sull’esclusione di sette candidati sui nove presentati ad Anagni. Esclusioni motivate da errori grossolani, quali la carenza delle firme dei presentatori di lista, la candidatura di persone in fascia diversa da quella di contribuenza, errori e omissioni nell’autenticazione delle firme, addirittura la presenza di candidati morosi verso l’Ente che avrebbero voluto amministrare. Errori che la dicono lunga sulla capacità, o meglio incapacità, organizzativa di Confagricoltura e sul momento di estrema difficoltà in cui versa tale Organizzazione. Errori, tra l’altro, che hanno esposto anche i loro candidati a misere figure personali e politiche. Chissà perché, solo a Cassino, territorio del buon Russo e dell’onorevole cugina, la lista è in regola con le prescrizioni dovute e le firme sono state raccolte senza problemi e senza errori: una bella coincidenza che conferma la tesi del “trappolone”. Per quanto ci riguarda, nella gestione dei Consorzi cercheremo, come sempre, di fare al meglio e fino in fondo la nostra parte, mettendo a disposizione il nostro bagaglio di proposte e di idee con l’obiettivo di creare un sistema agroalimentare utile alle imprese e apprezzato dalla gente.
Noi abbiamo fatto della concretezza, della correttezza e della coerenza un dogma del nostro agire. Siamo convinti che tali principi e valori possano troncare sul nascere qualsiasi tentativo di spacciare per opportunismo politico o collateralismo ciò che è invece esercizio libero, pieno e motivato del consenso, o del dissenso, di una grande forza  sociale.
Chiarezza, coerenza e libertà di giudizio di una organizzazione però non si inventano e non si improvvisano: esse sono strettamente legate alla autorevolezza ed alla serietà che la stessa organizzazione riesce a trasmettere e a costruire nel tempo.
Questo significa tutelare costantemente gli interessi dei propri associati, interpretandone le esigenze e traducendole in progettualità e linee di azione sindacale, senza perseguire interessi reconditi: questo è l’impegno che deve ispirare l’azione politica di una organizzazione di rappresentanza, questo è l’impegno di Coldiretti.
Ma qui mi fermo. E’  il momento di tornare alle nostre azioni concrete a difesa degli agricoltori, dell’ambiente, del territorio, della collettività dei consorziati. E’ il momento di lavorare per l’affermazione della lista “Terra Amica, per fermare questa sorta di “assalto alla diligenza” che si è scatenato nei confronti dei Consorzi da parte di alcuni politici e anche da parte di altre liste che nulla hanno a che vedere con l’agricoltura e con la salvaguardia e lo sviluppo del territorio.
Caro Presidente Russo, inevitabilmente prima o poi siederemo nuovamente intorno ad un tavolo: mi auguro che Confagricoltura lo faccia recuperando quel senso di responsabilità oggi smarrito, anteponendo gli interessi degli agricoltori ai personalismi e ai piccoli giochi politici e di bottega. 

*Direttore Coldiretti Frosinone

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