AUGURI
6 febbraio 2010

AUGURI

Sabato 6 febbraio la “Agricola Alta Tuscia Società Cooperativa Agricola di Acquapendente ha celebrato il 50° della sua fondazione.
Nata come Cantina Sociale Consorziale di Acquapendente su iniziativa del Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica della Val di Paglia Superiore avvocato Bruno Nardini con lo scopo di “superare la crisi di vendita del prodotto da parte dei viticoltori del comprensorio, soggetti alle speculazioni degli intermediari che si approfittavano delle giacenze nelle cantine e delle loro necessità di vendita”, fu realizzata sul terreno donato dall’ing. Virgilio Cordeschi.
 Tra alti e bassi e con le difficoltà legata alla nascente cooperazione, ma con tenace volontà si arrivò  all’imbottigliamento e alla commercializzazione  di vini bianchi e rossi con il marchio QUINTALUNA, CENTENO, CERQUETO e COLLE RUFENO. I risultati furono inizialmente incoraggianti, tanto che tra i clienti della Cantina figurava anche la Città del Vaticano. Ma la comparsa sul mercato di spregiudicati imprenditori economici ( vino al metanolo ) diede il colpo di grazia alla convenienza di continuare ad utilizzare gli impianti di vinificazione e imbottigliamento. Da ciò la decisione di cedere il ramo di azienda alla Cantina Sociale di Gradoli.
Su sollecitazione della cooperativa, il Consorzio di Bonifica della Val di Paglia Superiore costruì intorno all’Enopolio dei silos per lo stoccaggio e la prima lavorazione dei cereali dei soci, con relativo impianto di essiccazione e magazzino per la conservazione e la commercializzazione dei prodotti agricoli, quali cereali, oleaginose, mais, semini, patate ecc.. Negli anni 80 l’ERSAL – oggi ARSIAL – con un notevole sforzo riuscì a far superare alla struttura il periodo più difficile della propria vita ed acquistò il complesso - Cantina Sociale Consorziale, Centro Polivalente e Vigneto del Sasso - e lo consegnò per la gestione alla Cooperativa. Ci fa piacere ricordare che Presidente del Consiglio di Amministrazione era in quel periodo il dottor Giovanni Durani, funzionario della Coldiretti di Viterbo.
Oggi la cooperativa è una società viva e vitale, ben rappresentata, con soci fedeli e amministratori pieni di entusiasmo che prodigano nei loro compiti competenza, amore e passione ammirevoli.

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