AGRITURISMI, LA REGIONE LAZIO MODIFICA LA NORMATIVA COME PROPOSTO DALLA COLDIRETTI LAZIO: SONO VERI SOLO QUELLI COSTITUITI DA IMPRESE AGRICOLE
19 dicembre 2013

AGRITURISMI, LA REGIONE LAZIO MODIFICA LA NORMATIVA COME PROPOSTO DALLA COLDIRETTI LAZIO: SONO VERI SOLO QUELLI COSTITUITI DA IMPRESE AGRICOLE

 
La Coldiretti Lazio accoglie con grande favore e soddisfazione la modifica della normativa relativa agli agriturismi approvata dalla Giunta Zingaretti con l’obiettivo di dare nuova linfa al turismo valorizzando le eccellenze agroalimentari  e la bellezza del territorio laziale.

“Gli agriturismi-afferma il presidente di Coldiretti, Lazio David Granieri- sono una realtà importante e diffusa del territorio laziale e fattore di competitività dello stesso soprattutto in relazione alla loro capacità di essere catalizzatori del “Made in Lazio” considerato nel suo complesso dal punto di vista culturale, storico, enogastronomico e turistico”.

“Gli agriturismi- continua il direttore di Coldiretti Lazio, Aldo Mattia- nascono e vivono come “attività connessa” a quella agricola ed hanno il loro presupposto in questa. Vale a dire che l’agriturismo non esiste senza l’azienda agricola e nell’agricoltura ha i suoi punti di forza e la sua distintività rispetto a qualsiasi altra forma di turismo che si svolge in aree rurali e che dalla “ruralità” vuole trarre il suo elemento di competitività”.

Sono queste le motivazioni che sostengono la definitiva indicazione proveniente dalla nuova legge per la quale si considera operatore agrituristico soltanto l’imprenditore agricolo che svolge attività agrituristica, intesa come l'attività  di   ricezione  e ospitalità o di ristoro esercitata, nei  limiti  previsti  dall'art. 2135 del codice civile,  attraverso l'utilizzo della  propria  azienda,  in  rapporto  di  connessione  e complementarietà rispetto alle attività di coltivazione del  fondo, silvicoltura, allevamento di animali, acquacoltura e pesca che devono comunque rimanere principali.

“ In tal modo- conclude Granieri- si mette un freno al proliferare nel nostro territorio di strutture che solo lontanamente si avvicinano agli agriturismi propriamente intesi e che dietro la facciata del “turismo rurale” nascondono attività diverse o simili che però rischiano di usufruire dei vantaggi che la legge attribuisce in via esclusiva solo agli agriturismi. L’introduzione poi di un nuovo sistema di classificazione degli agriturismi basato sulla qualità dei servizi offerti, creerà opportunità di sviluppo, per i circa 800 agriturismi che operano nella nostra regione, facendo giustizia di quelli finti e non legati all’attività agricola”.

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